Centro per la procreazione assistita ProAndros

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Responsabilità riproduttiva magistero cattolico

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La responsabilità riproduttiva può essere analizzata e discussa in riferimento a tre approcci diversi:

1)  rispetto della dignità della vita umana ( magistero cattolico )

 2)  salvaguardia di una forma presunta “ naturale “ di riproduzione ( senso comune )

 3)  tutela del concepito.

Se consideriamo il modo di procreare naturale moralmente accettabile e il non naturale moralmente inaccettabile, affermiamo che l’unico atteggiamento responsabile nei confronti della riproduzione dovrebbe essere quello di non scegliere.

Ma il concetto di responsabilità riproduttiva prevede la possibilità di compiere delle scelte, possibili grazie a qualche interferenza nel corso del processo riproduttivo che si presume naturale.

Rispetto della dignità della vita umana ( magistero cattolico )

Il ricorso alla nozione di natura come criterio per il giudizio morale circa la riproduzione umana e le nuove tecniche di fecondazione assistita è centrale nelle opinioni in materia del magistero cattolico.

“ La posizione ufficiale della dottrina cattolica sulle questioni bioetiche si fonda sulla concezione della “ persona “ intesa come unità corpo e spirito “ E. Sgreggia. Manuale di Bioetica.

La persona umana è una individualità in cui spirito e corpo sono uniti in maniera tale che nel corpo si incarna e si manifesta lo spirito e lo spirito informa, struttura e vivifica la corporeità.

Per la dottrina cattolica,  “ alla natura dell’essere umano è proprio l’esercizio della sessualità in una specifica forma: quella inserita all’interno della relazione coniugale e orientata alla riproduzione.

L’atto sessuale amoroso, gioioso, matrimoniale unisce gli sposi e ne rinforza il vincolo coniugale rendendoli atti alla generazione di una nuova vita. Questo ha per sua natura il fine unitivo e procreativo tanto che le due finalità non si possono separare “ G.E.Moore, Principia Ethica.

Pertanto la Chiesa  Cattolica esprime la condanna morale di quasi tutte le tecniche di riproduzione assistita fatta eccezione per quelle che non violano i principi della fedeltà coniugale e della non separabilità dell’atto unitivo da quello procreativo.

“ La disapprovazione morale non è rivolta alle tecniche di fecondazione assistita in quanto tali, giacchè sono testimonianza delle possibilità dell’arte medica, ma si riferisce all’offesa della dignità della persona umana, chiamata a realizzare la vocazione divina al dono dell’amore coniugale e della nuova vita generata .

L’obbligo di agire secondo natura non lascia spazio alla mediazione della coscienza individuale, l’ordine naturale in quanto diretta emanazione della volontà divina non può essere violato qualsiasi siano le intenzioni dell’individuo “. E. Sgreggia. Manuale di Bioetica.

Il fatto che i coniugi si sottopongano ad una fecondazione assistita nel contesto di una vita coniugale ispirata a principi di fedeltà, amore e rispetto reciproco non può essere portato come una ragione morale valida per giustificare quella dissociazione tra atto unitivo e atto procreativo.

Secondo la Chiesa Cattolica, la fecondazione assistita tenta di rispondere ad alcuni desideri legittimi delle coppie infertili, tuttavia il desiderio di un figlio è un requisito morale necessario per la procreazione naturale ma non è sufficiente per valutare positivamente la fecondazione artificiale.

Il matrimonio non conferisce il diritto agli sposi ad avere un figlio, anzi il “ diritto al figlio “ è contrario alla dignità del figlio, perché è disdicevole per la natura umana del figlio, poichè viene a considerarlo come oggetto di diritto e non come soggetto.

Nella misura in cui l’etica della sacralità della vita identifica la responsabilità riproduttiva con l’astensione da ogni forma di intervento nei processi riproduttivi sottrae la riproduzione alla scelta ( o meglio, sostiene che la scelta autentica consiste nel non scegliere ). “ E. Lecaldano. L’etica della riproduzione umana tra responsabilitàe dignità del vivere.

Tuttavia, il magistero cattolico conclude così dicendo:

“ ogni bambino o embrione che viene concepito con tali metodologie deve essere accolto come dono vivente della bontà di Dio ed educato con amore “  Prof. Sbardella. Riflessioni morali sulla fecondazione medicalmente assistita.

e

“ la chiesa benedirà anche quelle vite, ogni vita è sempre sacra indipendentemente da come è venuta al mondo.

Non sono i genitori, né i medici, né i biologi a compiere quel miracolo: e perciò non sono loro a darle dignità ne i loro errori a sminuirla “.     Cardinale Tonini. Mensile NOI.

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