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Desiderio erotico

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(una funzione psichica superiore alla quale concorrono meccanismi strettamente biologici, fattori motivazionali, affettivi e cognitivi).

L’uomo ha studiato fin dall’antichità ciò che è al di fuori di lui, e solo negli ultimi due secoli ha studiato in modo sistematico il proprio comportamento, con la psicologia, la sociologia e l’antropologia.

E’  solo da pochi anni che l’uomo ha avuto il coraggio e i mezzi culturali per studiare scientificamente  la biochimica, la fisiologia, l’anatomia delle sue passioni, delle sue emozioni fondamentali, quali l’aggressività, la dominanza, la depressione, l’ansia, ciò che sente dentro, al di là del suo comportamento,  perché giudicato troppo frivolo, troppo sacro, troppo personale per divenire oggetto di studio, eppure…….. d’amore si gode, si muore, ci si ammala.

Il desiderio sessuale può essere considerato una funzione psichica superiore alla quale concorrono meccanismi strettamente biologici, fattori motivazionali, affettivi e cognitivi.

Lo stile del desiderio è espressione delle caratteristiche biologiche, dell’ereditarietà , dello stato ormonale del momento, della storia personale e della situazione affettiva ed erotica del momento.

E’ un indicatore di energia vitale, di salute e di benessere psicofisico.

Dal punto di vista fisiologico, un’utile definizione è quella di Levin secondo cui  il desiderio sessuale (libido) è sollecitato o inibito a livello del sistema nervoso centrale da fattori esterni ( odori, sapori, immagini, suoni, percezioni tattili ) trasmessi dagli organi di senso ( olfatto, gusto, vista, udito, tatto ) o interni ( fantasia, sogni, ricordi,esperienza,) che inducono la sensazione del bisogno o della volontà di condividere l’attività sessuale (usualmente con l’oggetto del desiderio) per soddisfare il bisogno stesso.

Gli organi di senso sono modulati nella loro azione anche dalla presenza degli ormoni sessuali.

I due sensi chimici, olfatto e gusto, vanno incontro ad una progressiva involuzione strutturale e funzionale in caso di riduzione persistente del livello degli estrogeni, come nelle amenorree prolungate e, soprattutto in postmenopausa, contribuendo così ad una riduzione fisiologica della libido.

Si riducono la recettività olfattiva e gustativa ai ferormoni   maschili, secrezioni ghiandolari che svolgono funzioni di richiamo sessuale.

Cala la secrezione salivare, che condiziona la disponibilità ai baci e all’intimità orale.

Si riduce la produzione di secrezioni sudoripare e sebacee sessualmente connotate che contribuiscono al cosiddetto “profumo di donna”, molto attraente a livello subliminale per l’uomo, così  l’odore della donna tende a diventare sessualmente “ neutro”.

A livello cutaneo gli estrogeni modulano la responsività vascolare nella fase di eccitamento sessuale, determinando un aumento di calore cutaneo, in menopausa insieme all’atrofia degli annessi cutanei, la cute rimane fredda, non subisce le modificazioni legate all’estrogenizzazione, di qui l’introduzione del termine frigidità.

Il desiderio erotico, dal punto di vista biologico è l’espressione della coordinazione tra il sistema nervoso e quello endocrino. Gli ormoni in gioco sono molteplici.

Gli androgeni, nell’uomo come nella donna,  sono gli ormoni più potenti nell’attivare il desiderio sessuale. Il picco di produzione globale avviene intorno ai vent’anni, in entrambi i sessi, e questo potrebbe contribuire a spiegare dal punto di vista biologico l’aumento della spinta sessuale nei giovani.

La prolattina, invece ha un ruolo prevalentemente inibitorio, in entrambi i sessi. Situazioni di stress cronico, taluni psicofarmaci o la presenza di microadenomi ipofisari si associano ad un variabile aumento dei livelli plasmatici della prolattina e possono contribuire alla concomitante caduta del desiderio sessuale.

L’ossitocina è un neurormone di estremo interesse. Presenta un picco plasmatico  in coincidenza con l’orgasmo, sia che sia ottenuto con l’autoerotismo, che con il coito. Caratterizzerebbe, nella donna come nell’uomo, il cosiddetto orgasmo finale e sarebbe il mediatore responsabile del senso di soddisfazione della libido, dopo l’orgasmo. Sembra inoltre che sia un importante mediatore dei sentimenti affettivi.

Gli estrogeni nella donna determinano la comparsa e il mantenimento dei caratteri sessuali primari e secondari,  portano allo sviluppo delle mammelle, dei peli pubici, alla mutazione dell’apparato genitale, alla distribuzione del tessuto adiposo

 L’assenza di estrogeni, dopo la menopausa,  riduce l’integrità delle strutture pelviche , degli organi genitali e dei caratteri sessuali secondari.

La donna perde mediamente il 2% annuo del collagene presente nell’organismo pertanto, in assenza di terapia ormonale sostitutiva, si assiste, tra l’altro,  a una riduzione della  sensibilità vaginale, alla progressiva perdita di elasticità dei tessuti degli organi genito-urinari, e alla comparsa di secchezza della vagina responsabile di dispareunia, vale a dire dolore nei rapporti sessuali, e di cistiti post-coitali.

Le cistiti post-coitali compaiono 24-72 ore dopo il coito, a causa della secchezza vaginale e dell’alterazione dell’ecosistema vaginale, con colonizzazione di saprofiti patogeni intestinali, quali l’Escherichia coli, che facilmente poi passano in vescica determinando l’infezione.

La perdita di collagene facilita prolassi, come cistocele, rettocele e prolasso uterino, ed è responsabile della comparsa o del peggioramento di un’incontinenza, da sforzo, da urgenza o mista.

La diminuizione dei fluidi vaginali, del flusso sanguigno e della produzione di glicogeno porta alla scomparsa delle rilevatezze che costituiscono le colonne vaginali anteriore e posteriore e alla riduzione della trasudazione, con conseguente ostacolo alla normalità dei rapporti sessuali.

Si assiste inoltre alla perdita di elasticità dei tessuti con riduzione della profondità e del diametro della vagina e dell’ostio vaginale.

Gli estrogeni inoltre sono modulatori del sistema nervoso centrale dove agiscono come fattori neurotrofici e psicotropici.

Hanno una precisa azione neurotrofica, ossia di nutrimento delle cellule nervose, modulandone l’azione soprattutto in alcuni settori, per esempio nelle aree deputate alla sessualità e alla memoria,

La perdita dell’integrità morfologica e della neuro plasticità e psicoplasticità determina riduzione di qualità del pensiero ( fantasia, sogni, ricordi ) e del desiderio.

Pertanto la carenza di ormoni sessuali, estrogeni ed androgeni, dopo la menopausa mina le basi biologiche del desiderio, ma anche di quegli aspetti psichici dello stesso che sono espressione dell’equilibrio endocrino del corpo e dei suoi epifenomeni ( caratteri sessuali secondari, immagine di se, funzione degli organi di senso, attività psichiche sessualmente correlate, dai sogni erotici alle fantasie sessuali volontarie, ai sexual day-dream, fantasie spontanee sessuali che affiorano alla mente mentre si è impegnati in altro e che sono tipiche dell’innamoramento appassionato ).

Il corpo diventa sempre più vulnerabile alle malattie e all’affaticamento, inizia a  perdere i parametri estetici universalmente riconosciuti come fattori fondamentali di richiamo sessuale, portando così ad una diminuizione della propria sicurezza, ad una percezione negativa del proprio corpo  che ostacola una felice attività sessuale.

Se l’obiettivo che ci si propone è davvero la qualità della vita- e il piacere, che di essa è la sentinella più forte- e non solo l’ormai piccolo orizzonte della medicina ripartiva, allora l’attenzione clinica ai disturbi del desiderio sessuale va considerata come parte integrante della cura della donna in postmenopausa.

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