Centro per la procreazione assistita ProAndros

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Siete la metà dell’uomo che era vostro padre

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Rapporti scientifici recenti segnalano una grave riduzione negli ultimi anni della fertilità maschile.

Gli uomini moderni hanno un volume spermatico ridotto del 29% negli ultimi 14 anni ( società britannica di sterilità ), un vero e proprio furto al nostro futuro.

L’esposizione a sostanze chimiche nell’ambiente di vita e di lavoro e negli alimenti ha un posto di rilievo fra i fattori di rischio per la salute riproduttiva, per la loro  estesa presenza nell’ambiente, l’abilità a bioaccumularsi e di resistere alle biodegradazione, rientrando così  nella catena alimentare.

Se poi vi associamo i fattori di rischio legati al mutato stile di vita: dal tabagismo al cosumo di alcool, allo sforzo cronico, alle mancanze nutrizionali potete facilmente immaginare come stiamo compromettendo il nostro futuro di padri.

Nel tentativo di limitare i danni causati al nostro corpo possiamo intanto procedere con un lifestyle e una nutrizione migliori e studiare la possibilità di assumere un supplemento antiossidante ( vitamina E, vitamina C e selenio ), ,  per invertire alcuni danni.

Gli antiossidanti, protettivi dai radicali liberi, sono fondamentali nel proteggere l’integrità del dna cellulare e quindi del patrimonio genetico dello spermatozoo e dell’ovocita, precursori dell’embrione e della futura vita.

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Responsabilità riproduttiva senso comune

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La responsabilità riproduttiva può essere analizzata e discussa in riferimento a tre approcci diversi:

 1)      salvaguardia di una forma presunta “ naturale “ di riproduzione ( senso comune )

2)      rispetto della dignità della vita umana ( magistero cattolico )

3)      tutela del concepito.

 

Se consideriamo il modo di procreare naturale moralmente accettabile e il non naturale moralmente inaccettabile, affermiamo che l’unico atteggiamento responsabile nei confronti della riproduzione dovrebbe essere quello di non scegliere.

Ma il concetto di responsabilità riproduttiva prevede la possibilità di compiere delle scelte, possibili grazie a qualche interferenza nel corso del processo riproduttivo che si presume naturale.

Salvaguardia di una forma presunta “naturale“ di riproduzione.

(senso comune)

Il primo argomento appartiene, più che altro, alla schiera delle opinioni di senso comune, abbastanza diffuso e pertanto in grado di influenzare anche le discussioni filosofiche e i dibattiti pubblici circa l’etica della riproduzione.

I sostenitori del primo argomento considerano la riproduzione naturale come “ buona “ ( o moralmente non discutibile ),  in quanto naturale, e ritengono che tutte le forme di riproduzione assistita, in quanto artificiali, siano moralmente “ cattive “.

Questo argomento riposa sulla più generale credenza che l’ordine biologico naturale dato è in sé buono e che ogni intromissione artificiale in esso è una azione moralmente condannabile.

La riproduzione nel momento in cui segue il suo corso naturale, vale a dire è la conseguenza di un rapporto sessuale fra un uomo e una donna, non pone alcun problema morale. Qualora invece, prenda la forma, ad esempio, dell’incontro di un gamete maschile e di un gamete femminile in una capsula di Petri, accade in violazione dell’ordine naturale e, pertanto si configura come atto immorale.

Ma  quale è il senso di natura chiamato in causa?

E’ evidente che ci si riferisce a quell’insieme di eventi che hanno luogo senza che gli esseri umani vi interferiscano con le loro azioni. Pertanto percorrendo questo pensiero fino in fondo, si prescrive la rinuncia da parte degli esseri umani a qualsiasi azione, comprese quelle che gli stessi sostenitori dell’argomento riterrebbero, in alcuni casi,  moralmente approvabili.

“ Se lo svolgimento naturale delle cose fosse perfettamente giusto e soddisfacente, l’agire in un modo qualunque sarebbe una intromissione gratuita, che non potendo rendere le cose migliori, le dovrebbe rendere peggiori .

Il fare una qualsiasi cosa, con uno scopo e una premeditazione sarebbe una violazione dell’ordine perfetto.

Se l’artificiale non è migliore del naturale quale scopo hanno tutte le arti della vita?“ J.S.Mill, Saggi sulla religione.

Di fronte a questa obiezione il sostenitore dell’argomento potrebbe rispondere in due modi.

Replicare che vi sono interferenze nell’ordine naturale moralmente giuste ma che le tecniche di fecondazione assistita non appartengono a questa classe; però tale risposta mette in discussione i presupposti dell’argomento, postulando l’esistenza di un principio morale di ordine superiore e negando l’assolutezza della distinzione naturale/artificiale. ( in tal senso si vede come il magistero cattolico, pur appellandosi alla natura, risalga a una norma di ordine superiore per distinguere fra intromissioni lecite nell’ordine biologico e altre illecite ).

La seconda risposta potrebbe consistere nel difendere a oltranza la validità della divisione naturale/artificiale quindi  buono/cattivo, sostenendola sino alle conseguenze estreme: ogni forma di artificio è un male morale, includendo la fecondazione in vitro, i grattacieli, le terapie antibiotiche, le forchette . Umberto Scarpelli, La bioetica. Alla ricerca dei principi.

Una tale posizione, anche se coerente, ha implicazioni del tutto paradossali tanto da sconfinare nel fanatismo, per tale ragione non possiamo che rifiutare questa posizione. 

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Responsabilità riproduttiva magistero cattolico

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La responsabilità riproduttiva può essere analizzata e discussa in riferimento a tre approcci diversi:

1)  rispetto della dignità della vita umana ( magistero cattolico )

 2)  salvaguardia di una forma presunta “ naturale “ di riproduzione ( senso comune )

 3)  tutela del concepito.

Se consideriamo il modo di procreare naturale moralmente accettabile e il non naturale moralmente inaccettabile, affermiamo che l’unico atteggiamento responsabile nei confronti della riproduzione dovrebbe essere quello di non scegliere.

Ma il concetto di responsabilità riproduttiva prevede la possibilità di compiere delle scelte, possibili grazie a qualche interferenza nel corso del processo riproduttivo che si presume naturale.

Rispetto della dignità della vita umana ( magistero cattolico )

Il ricorso alla nozione di natura come criterio per il giudizio morale circa la riproduzione umana e le nuove tecniche di fecondazione assistita è centrale nelle opinioni in materia del magistero cattolico.

“ La posizione ufficiale della dottrina cattolica sulle questioni bioetiche si fonda sulla concezione della “ persona “ intesa come unità corpo e spirito “ E. Sgreggia. Manuale di Bioetica.

La persona umana è una individualità in cui spirito e corpo sono uniti in maniera tale che nel corpo si incarna e si manifesta lo spirito e lo spirito informa, struttura e vivifica la corporeità.

Per la dottrina cattolica,  “ alla natura dell’essere umano è proprio l’esercizio della sessualità in una specifica forma: quella inserita all’interno della relazione coniugale e orientata alla riproduzione.

L’atto sessuale amoroso, gioioso, matrimoniale unisce gli sposi e ne rinforza il vincolo coniugale rendendoli atti alla generazione di una nuova vita. Questo ha per sua natura il fine unitivo e procreativo tanto che le due finalità non si possono separare “ G.E.Moore, Principia Ethica.

Pertanto la Chiesa  Cattolica esprime la condanna morale di quasi tutte le tecniche di riproduzione assistita fatta eccezione per quelle che non violano i principi della fedeltà coniugale e della non separabilità dell’atto unitivo da quello procreativo.

“ La disapprovazione morale non è rivolta alle tecniche di fecondazione assistita in quanto tali, giacchè sono testimonianza delle possibilità dell’arte medica, ma si riferisce all’offesa della dignità della persona umana, chiamata a realizzare la vocazione divina al dono dell’amore coniugale e della nuova vita generata .

L’obbligo di agire secondo natura non lascia spazio alla mediazione della coscienza individuale, l’ordine naturale in quanto diretta emanazione della volontà divina non può essere violato qualsiasi siano le intenzioni dell’individuo “. E. Sgreggia. Manuale di Bioetica.

Il fatto che i coniugi si sottopongano ad una fecondazione assistita nel contesto di una vita coniugale ispirata a principi di fedeltà, amore e rispetto reciproco non può essere portato come una ragione morale valida per giustificare quella dissociazione tra atto unitivo e atto procreativo.

Secondo la Chiesa Cattolica, la fecondazione assistita tenta di rispondere ad alcuni desideri legittimi delle coppie infertili, tuttavia il desiderio di un figlio è un requisito morale necessario per la procreazione naturale ma non è sufficiente per valutare positivamente la fecondazione artificiale.

Il matrimonio non conferisce il diritto agli sposi ad avere un figlio, anzi il “ diritto al figlio “ è contrario alla dignità del figlio, perché è disdicevole per la natura umana del figlio, poichè viene a considerarlo come oggetto di diritto e non come soggetto.

Nella misura in cui l’etica della sacralità della vita identifica la responsabilità riproduttiva con l’astensione da ogni forma di intervento nei processi riproduttivi sottrae la riproduzione alla scelta ( o meglio, sostiene che la scelta autentica consiste nel non scegliere ). “ E. Lecaldano. L’etica della riproduzione umana tra responsabilitàe dignità del vivere.

Tuttavia, il magistero cattolico conclude così dicendo:

“ ogni bambino o embrione che viene concepito con tali metodologie deve essere accolto come dono vivente della bontà di Dio ed educato con amore “  Prof. Sbardella. Riflessioni morali sulla fecondazione medicalmente assistita.

e

“ la chiesa benedirà anche quelle vite, ogni vita è sempre sacra indipendentemente da come è venuta al mondo.

Non sono i genitori, né i medici, né i biologi a compiere quel miracolo: e perciò non sono loro a darle dignità ne i loro errori a sminuirla “.     Cardinale Tonini. Mensile NOI.

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PMA Attesa di un figlio

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( una richiesta di aiuto )

Quando una coppia desidera un bambino….ed il bambino non arriva dopo parecchi mesi di rapporti sessuali regolari senza alcuna contraccezione, s’inquieta, ma solo una parte di queste coppie sono realmente sterili, le altre sono ipofertili, condizione che si traduce in un allungamento eccessivo del tempo necessario a concepire.

Più passa il tempo, più le probabilità di ottenere una gravidanza senza un intervento medico diminuiscono. Alla fine dei cinque anni di sterilità, le possibilità per una coppia di avere un bambino spontaneamente non sono più dello 0.4% per ciclo.

Cosa fa il medico consultato?

 La consultazione richiede degli esami specialistici per precisare se nell’uomo o nella donna esistono e a quale livello, anomalie dei meccanismi della riproduzione. Ha luogo l’ovulazione? Le tube sono pervie? Il collo dell’utero secerne, al momento giusto, una buona quantità di muco di buona qualità? Gli spermatozoi sono in sufficiente numero, mobili e ben costituiti, per essere fecondanti? La cavità uterina è capace di accogliere un embrione e di assicurare lo sviluppo del feto?

Se si scoprirà una anomalia, si cercherà di correggerla con un trattamento adatto. In certi casi, sarà necessario un trattamento in laboratorio delle cellule sessuali maschili e/o femminili da parte di una equipe di medici e biologi.

Si perde l’intimità della riproduzione. L’ovocita e lo spermatozoo devono essere trattati al di fuori del corpo della donna. Le coppie subiscono un vero e proprio trauma emozionale dal fallimento di poter concepire un figlio; più spesso la loro sofferenza è negata, da essi stessi. La loro disponibilità a fare accertamenti sanitari è immensa, per cercare la causa, il perché, e trasferire sulla causa il proprio io distrutto.

Ma la genitorialità sociale prende il sopravvento.

La famiglia composta con il matrimonio è malata: o la coppia si spezza o decide di avere un figlio ad ogni costo. Il passo verso le tecniche di aiuto è breve.

I differenti metodi utilizzati per aumentare le possibilità di gravidanza sono stati raggruppati sotto il termine di Procreazione Medicalmente Assistita ( PMA)

La PMApossiede il temibile privilegio di essere nello stesso tempo una tecnica avanzata ed una fonte di fantasmi. Se non si trattasse che di tecniche, la posta in gioco sarebbe chiara e non si parlerebbe che di efficacia, di innocuità, di costi. Voi non vi porreste che delle questioni semplici: abbiamo veramente bisogno della PMA?

Ma la tecnica tocca nel cuore il nostro concetto della vita.

In gioco non è più la valutazione della strategia terapeutica , ma il vostro concetto di vita. Regolamenti interni o legislazioni non significano nulla, dovete in ogni momento porvi la domanda per sapere se la tecnica alla quale potete far ricorso corrisponde alla vostra sensibilità personale…E siete in due a decidere. Vi sentirete, a volte, soli e senza riferimenti…Prendete tempo….. per riflettere,  discutere, chiedere spiegazione,  esprimere dubbi,  trovare risposte.

Allora forse arriverete alla conclusione che, anche se queste tecniche esistono, nessuno vi obbliga ad utilizzarle. Al contrario, se decidete di far ricorso alla PMA, che sia in piena cognizione di causa ed in tutta serenità. Nell’uno e nell’altro caso, che le vostre scelte siano libere e chiare.

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Malattie sessualmente trasmissibili

Le malattie veneree dette anche malattie sessualmente trasmissibili sono numerose, colpiscono sia l’uomo che la donna e si trasmettono principalmente attraverso rapporti sessuali

Come fare per evitare il contagio?

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Usare costantemente il preservativo durante ogni rapporto vaginale, orale od anale con un partner non abituale, indipendentemente dall’utilizzo o meno di altre forme di contraccezione (pillola, IUD o diaframma).
Limitare il numero di partner sessuali.
Recarsi prontamente dal medico appena compaiono sintomi riferibili ad una malattia venerea o sussista anche il minimo sospetto di infezione dopo rapporto sessuale a rischio. Allo stesso tempo, informare il partner della propria infezione genitale ed indirizzarlo ad un consulto medico.
Durante l’eventuale trattamento è fondamentale evitare rapporti sessuali non protetti, anche in assenza di sintomatologia.
Eseguire uno screening per malattie veneree annualmente, specie in caso di nuovo partner sessuale.
Agenti eziologici, modalità di contagio
Attualmente, il gruppo delle malattie veneree riconosce oltre 30 diversi agenti eziologici, tra i quali figurano virus, batteri, funghi e parassiti.
1. Alcuni microrganismi vengono trasmessi prevalentemente per contatto sessuale:

  • Neisseria gonorrhea: batterio responsabile della gonorrea (detta anche scolo o blenorragia);
  • Treponema pallidum: batterio responsabile della sifilide;
  • Chlamydia trachomatis: batterio responsabile di uretriti, cerviciti e malattia infiammatoria pelvica;
  • Trichomonas vaginalis: protozoo flagellato (organismo unicellulare) responsabile della tricomoniasi;
  • HPV (Human PapillomaVirus): alcuni tipi (16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58) possono causare il cancro del collo dell’utero, mentre altri ceppi sono responsabili dei condilomi acuminati;
  • HSV (Herpes Simplex Virus): alcuni tipi (l’uno ed in particolare il due) sono responsabili dell’herpes genitale.

Il contagio avviene durante rapporti sessuali di varia natura (genitale, oro-peniena, oro-vaginale, anale) con contatto diretto di liquidi infetti, come sperma, secrezioni vaginali e sangue perduto da piccole lesioni.
Particolarmente rischioso è il coito anale, spesso responsabile di modeste lacerazioni che diventano porte d’ingresso per i germi. Per quanto riguarda il petting sussiste un certo rischio di trasmissione in caso di contatto dei genitali od eiaculazione in prossimità di essi.

2. Alcuni microorganismi responsabili di specifiche malattie veneree vengono invece trasmessi con una certa frequenza sia per via sessuale che per via parenterale:

  • AIDS
  • virus dell’epatite B

entrambi comuni in alcune categorie di tossicodipendenti. Oltre che per lo scambio di siringhe, queste malattie veneree possono essere trasmesse anche tramite l’uso promiscuo di rasoi od oggetti da taglio non ben sterilizzati (ad esempio per interventi chirurgici o tatuaggi).

3. Altri microorganismi riconoscono modalità di contagio prevalentemente non sessuali:

  • virus dell’epatite A
  • batteri Shigella, Campylobacter e Salmonella
  • parassiti Giardia lamblia e Cryptosporidium

tutti trasmessi prevalentemente per via oro fecale (ingestione di alimenti contaminati), ma anche durante rapporti sessuali di natura oro-anale e genito-anale (inclusa la condivisione di giocattoli sessuali non adeguatamente sterilizzati o protetti da un preservativo).
4. Alcuni virus possono essere trasmessi sia attraverso contatti sessuali che tramite un semplice bacio:

  • Cytomegalovirus
  • Epstein barr

In generale, quindi, gli agenti eziologici responsabili delle malattie veneree riconosco differenti modalità di trasmissione che, seppur raramente, possono includere anche l’utilizzo promiscuo di biancheria intima, asciugamani od articoli da toilette infetti. Al di fuori di pochissime eccezioni le malattie veneree non si trasmettono baciando un’altra persona, né tanto meno bevendo dallo stesso bicchiere o stringendole la mano; l’utilizzo di sanitari pubblici viene generalmente considerata una pratica a basso rischio, in quanto la maggior parte dei microorganismi responsabili di malattie veneree non sopravvive a lungo all’esterno del corpo. http://www.proandros.it/wp-content/uploads/malattiesessualmentetrasmissibili-centromedico002.jpg
Sintomi
1. Asintomatiche
Il sistema immunitario riesce a confinare un’infezione sessualmente trasmessa pertanto la patologia decorre in maniera asintomatica o paucisintomatica. L’individuo può comunque trasmettere l’infezione in occasione di contatti sessuali di varia natura e i soggetti infetti, a loro volta, potranno divenire portatori sani o subire i sintomi e le complicanze della patologia.
2. Sintomatiche con tempi di incubazione lunghi
Dopo il contagio, alcune malattie veneree impiegano molto tempo per produrre i primi sintomi : l’infezione sostenuta da alcuni ceppi di papilloma virus o dall’HIV.
3. Sintomatiche con tempi di incubazione brevi
Altre malattie, invece, hanno tempi di incubazione più brevi che ne facilitano una tempestiva diagnosi: la gonorrea e la sifilide.

Come mi accorgo di essere stato contagiato?
In caso di perdite, prurito o bruciore – l’uomo saggio corre dal dottore! La maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili oggi si possono curare senza problemi.
I sintomi seguenti possono indicare la presenza di una malattia sessualmente trasmissibile:
•Perdita dall’uretra e dalla vagina in quantità e colore variabile
•Bruciore nell’urinare, prurito nella zona dell’uretra
•Dolori e gonfiori dei genitali
•Ulcerazioni, vesciche, escrescenze, rossori o prurito ai genitali
•Palato e gola fortemente arrossati
•Dolore sordo all’intestino terminale
•Perdite rettali
•Escrescenze, vescicolette all’ano
Terapia
http://www.proandros.it/wp-content/uploads/malattiesessualmentetrasmissibili-centromedico001-300x225.png Una breve cura antibiotica consente di debellare la maggior parte delle malattie veneree provocate da batteri e parassiti. L’importante, in questi casi, è attenersi scrupolosamente a quanto prescritto dal medico in tema di dosaggi, modalità e durata d’assunzione.
Assai più complicato risulta il trattamento delle MST di origine virale, per le quali non esiste una vera e propria cura ma una serie di trattamenti in grado di limitare i sintomi. La progressione dell’AIDS, ad esempio, viene oggi notevolmente rallentata da specifici farmaci, la cui efficacia è tanto maggiore quanto più precocemente vengono assunti. Episodi ricorrenti di herpes genitale possono essere controllati mediante terapia soppressiva, mentre per l’epatite B ed i papilloma virus esistono specifici vaccini.

Indipendentemente dal tipo di malattia venerea subita, la diagnosi ed il trattamento precoce aumentano le opportunità di cura. Un intervento tempestivo è molto importante anche perché riduce l’infettività del paziente e limita i contagi.

Alla comparsa di un sintomo sospetto o del minimo dubbio circa un possibile contagio, è quindi fondamentale sospendere l’attività sessuale, consultare un medico ed informare il partner.

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L’uomo schiavo della propria virilità

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Tempo fa si trovava il Viagra solo in Vaticano, perché doveva servire solo a coppie normali, regolari e coniugate;

eppure guardate quest’uomo ansioso che alla fine del rapporto sessuale chiede alla donna ” Hai goduto, cara?”

“Parliamo di una gaffe che un uomo non dovrebbe mai fare”, è appunto quella di chiedere “hai goduto, cara?”, è una gaffe madornale, eppure niente da fare, l’uomo lo chiede.

Una volta quest’uomo era protetto, armato da un rito nel quale si sentiva a suo agio. Intanto se voleva conquistare una donna, doveva anzitutto accertarsi che non fosse facile da conquistare, che la donna avesse  una capacità di resistenza.

Incominciava così, tutta questa battaglia, falsa, artificiosa, e così quando lui riusciva a strapparle un pezzo di vestito, che poi lei si rimetteva addosso, verso le quattro di mattina, tutte e due, arrivavano su un giaciglio, e ammesso che lui fosse capace di penetrarla, la penetrava.

Ma oggi tutto questo è passato di moda, per cui la donna decide quando, dove e come farà l’amore, si spoglia da sola – anzi questo è un nuovo trauma per l’uomo che dice “ si è spogliata troppo rapidamente, è entrata nel bagno ed è uscita nuda” – e l’erezione è scomparsa.

E allora quando riescono ad andare a letto, a esercitare questo dovere, di appartenenza maschile, “hai goduto, cara?”, perché la grande prova è di vedere se è riuscito a dare questa prova di soddisfazione.

Molte volte vi sono uomini e donne che sono più interessati al desiderio che alla conclusione, alla logica conclusione di questo desiderio.

Gente che vuole soprattutto garantirsi la desiderabilità, perché l’orgasmo una volta raggiunto è finito.

Già Epicuro diceva che se volete apprezzare veramente un pasto, dovete alzarvi dalla tavola avendo ancora fame.

Quindi perché un desiderio sessuale sia veramente soddisfacente, bisognerebbe che uno uscendo dal  letto dicesse “ speriamo che non sia ancora finita qui”.

Il piacere maschile è fondato sua una meccanica molto semplice, l’orgasmo maschile potrebbe essere definito “l’orgasmo dei poveri”, è sicuro, ma modesto.

Il Viagra fa durare l’erezione più a lungo rispetto al riflesso eiaculatorio degli eiaculatori lenti.

E allora bisogna scegliere, se avere l’eiaculazione con una erezione più breve oppure assicurarsi l’erezione per un tempo abbastanza prolungato, ma rinunciare all’orgasmo.

In realtà si rinuncia più facilmente all’orgasmo, perché non è l’orgasmo che interessa, è invece che la donna possa dire “ sono soddisfatta”.

Addirittura uno di questi individui è andato a ricercare tutte le donne con cui aveva temuto di perdere l’erezione , ha avuto con esse nuovi rapporti per dimostrare che lui era capace di soddisfare, e in realtà si è sentito dire da alcune donne “ basta sono sfinita” e per lui “sfinita” voleva dire “Tu sei un Dio”, e invece io ho avuto il sospetto, da quanto mi diceva, che queste non ne potessero più.

Quindi a un certo momento dove stava il piacere, dove stava la soddisfazione?

“Teoricamente non si dovrebbe fare l’amore se non si è sicuri di essere soddisfatti, di avere soddisfacimento. Ma se si fosse sicuri di essere sempre soddisfatti, varrebbe ancora la pena di fare l’amore?”.

E’ già stato posto in evidenza che a volte può succedere in sessuologia qualcosa poco concepibile perla Medicina, di dover salvaguardare un sintomo e di accorgersi che il sintomo ha un ruolo importante di equilibrio, di omeostasi, e che se si toglie questo sintomo crolla tutto, soprattutto nel quadro di una coppia.

Leggevo recentemente a proposito del Viagra che questo farmaco può portare un equilibrio in una coppia di persone anziane, che non avevano più rapporti sessuali, che adesso li possono riprendere grazie ad esso, ma diceva questa prima importante inchiesta che è stata fatta in Francia che molte coppie vengono distrutte, donne preoccupate vengono a chiedere aiuto.

“Mio marito prende il Viagra vuole ristabilire una vita sessuale, ma io non voglio riprenderla”.

Vedete che c’è da porsi anche questo problema, fino a che punto dobbiamo guarire, che grado di guarigione dobbiamo ottenere, che tipo di terapia, di canale terapeutico possiamo intraprendere tenendo conto dell’insieme.

 

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Infertilità maschile

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  • Epidemiologia dell’infertilità di coppia
  • Fattori di rischio
  • La diagnostica dell’infertilità maschile
  • Terapia

 

Un numero considerevole di studi recenti suggerisce che il fattore maschile rappresenta la causa unica più frequente di infertilità fino al 40% dei casi da solo o in associazione ad altri disturbi della partner. Nonostante gli enormi progressi compiuti nella ricerca delle cause di infertilità maschile, ancora una grossa percentuale è attribuita a cause sconosciute.

Epidemiologia dell’infertilità di coppia

Secondo uno studio condotto da Skakkebaek nel 1994, l’infertilità riconosce

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  1. per il 30-40% una causa maschile
  2. per il 30-40% una patologia femminile
  3. per il 20% un problema di entrambi e
  4. per il restante 10-20% una causa sconosciuta

Si può distinguere tra infertilità maschile primaria, quando l’uomo non ha mai fecondato alcuna donna, e infertlità maschile secondaria, quando l’uomo ha già fecondato una donna (partner attuale o precedente). In questo secondo caso, normalmente le probabilità di recuperare la fertilità sono maggiori rispetto all’infertilità primaria.
Sebbene l’infertilità maschile diventi oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, i problemi che potranno portare ad alterazioni riproduttive possono sorgere fin da bambini.

Fattori di rischio

I fattori di rischio che possono influenzare negativamente per tutto l’arco della vita di un uomo la sua capacità riproduttiva sono numerosi, determinando situazioni di infertilità transitorie o definitive.

Febbre
Quando, per diverso tempo, la febbre supera i 38,5°c può alterare la spermatogenesi per un periodo compreso fra 2 e 6 mesi successivi.

Farmaci
Alcuni farmaci possono avere un effetto soppressivo sulla fertilità. L’arresto definitivo della spermatogenesi può essere causato dall’irradiazione in zona genitale o da farmaci antitumorali.

Trattamenti chirurgici
Una alterazione temporanea della spermatogenesi può verificarsi a seguito di un grosso intervento chirurgico (soprattutto se effettuato in anestesia generale) e durare 3-6 mesi. Alcuni interventi sull’apparato genito-urinario possono determinare talvolta una riduzione definitiva della fertilità.

Infezioni urinarie
Episodi ricorrenti e trattamenti inadeguati possono essere associati a danni testicolari e epididimari con conseguente scarsa qualità del liquido seminale.

Malattie trasmesse sessualmente
Alcune malattie a trasmissione sessuale quali la sifilide, la gonorrea, le infezioni da Chamydia trachomatis, Lymphogranuloma venereum e il virus HPV, possono rappresentare fattori di rischio per la fertilità.

Epididimite
Anche un’infiammazione dell’epididimo rientra tra i fattori di rischio. L’epididimo è una formazione allungata posta lungo il margine posteriore del testicolo, i cui dotti servono per il deposito, il transito e la maturazione finale degli spermatozoi.

Orchite post parotitica
L’orchite (infiammazione del testicolo) può determinare infertilità. In età pediatrica può essere conseguenza della parotite (orecchioni), ma può comparire anche in caso di altre infezioni virali o batteriche. La parotite non complicata da orchite non interferisce con la fertilità e non è quindi considerata vero fattore di rischio.

Varicocele
Il varicocele è presente fino al 35% degli uomini infertili e può essere abbastanza difficile da riconoscere all’esame obiettivo. Anche un piccolo varicocele può arrecare un danno significativo alla produzione di spermatozoi per cui esso va preso in seria considerazione clinica in presenza di riduzione del numero e/o della mobilità e motilità degli stessi. La terapia del varicocele è esclusivamente chirurgica e si può eseguire in regime di chirurgia ambulatoriale.

Criptorchidismo
La ritenzione del testicolo monolaterale o bilaterale influenza in modo variabile la fertilità. La sua correzione precoce, sia farmacologia che chirurgica, è ritenuta indispensabile per garantire la fertilità futura e per ridurre il rischio di tumore del testicolo, molto più frequente nei soggetti con testicolo criptorchide o già criptorchide.

Traumi e torsioni testicolari
Sono fattori di rischio in particolare i casi accompagnati da danno diretto al testicolo. Tra i fattori che incidono negativamente sulla infertilità maschile ci sono il fumo, i fattori ambientali (inquinamento), l’esposizione a sostanze tossiche, l’abuso di alcol, l’ uso di droghe.

Disfunzioni sessuali
Le disfunzioni sessuali, cui possono associarsi problemi di fertilità, sono l’eiaculazione retrograda (che non consente la deposizione del seme in vagina poiché viene eiaculato nella vescica) e la disfunzione erettile (l’incapacità a raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente).

La diagnostica dell’infertilità maschile

La diagnosi di infertilità maschile segue un iter specifico standardizzato rappresentato da:

  1. anamnesi e contemporanea valutazione del fattore femminile
  2. esame obiettivo
  3. esame del liquido seminale
  4. ecocolordoppler scrotale
  5. ecografia transrettale di prostata, vescicole seminali e dotti eiaculatori.
  6. esami ematologici
  7. diagnostica genetica
  8. esami citologici e colturali su secreto prostatico
  9. diagnostica invasiva

Tale iter diagnostico fatto eseguire dallo specialista andrologo può in molti ma non in tutti i casi portare a stabilire la causa della infertilità maschile.

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Esame del liquido seminale

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Le anomalie che l’esame del liquido seminale può evidenziare sono:

Un basso numero di spermatozoi, o oligospermia. Si ritiene in grado di fecondare un liquido seminale contenente almeno venti milioni di spermatozoi per un millilitro; una quantità inferiore di spermatozoi è ritenuta possibile causa di sterilità.
Assenza totale di spermatozoi o azoospermia. Il testicolo non riesce a produrne spermatozoi oppure ne produce ma essi non si evidenziano a causa di una ostruzione delle vie seminali.
Ridotta mobilità degli spermatozoi o astenospermia. In tal caso gli spermatozoi sono incapaci di raggiungere e fecondare l’ovocita nelle tube di Falloppio.
Alterazioni della forma o teratospermia. In questo caso lo spermatozoo risulta incapace di penetrare lo strato esterno dell’ovocita.

Esami ematologici
Agli esami ematologici di routine si aggiungono gli esami ormonali, indirizzati alla valutazione degli ormoni che stimolano la produzione di spermatozoi e talvolta gli esami genetici.

Esami strumentali
L’ecocolordoppler scrotale e l’ecografia prostatica transrettale sono esami fondamentali con i quali si valutano la morfologia dei testicoli e della prostata, l’eventuale presenza di masse, noduli, infiammazioni ecc. ma soprattutto ci consentono di fare una diagnosi accurata di varicocele o di prostatite.

Diagnostica invasiva
Nei casi in cui sia riscontrata la totale assenza di spermatozoi nell’eiaculato (azoospermia) o una severa riduzione degli stessi (oligospermia) è utile e talvolta fondamentale eseguire una biopsia del testicolo che potrà non solo dimostrarci la eventuale presenza di spermatozoi nel testicolo stesso ma darci inoltre la possibilità di prelevarne per utilizzarli in varie procedure di fecondazione assistita.

Terapia

L’obiettivo del trattamento dell’infertilità maschile è quello di migliorare la qualità del seme del paziente. Il trattamento della causa di infertilità maschile può determinare un aumento di probabilità di concepimento naturale. Laddove ciò non avvenga o non sia possibile serve comunque a migliorare la probabilità di successo delle tecniche di fecondazione assistita o consentire di utilizzare tecniche meno complesse come ad esempio l’inseminazione intrauterina.
Si stima che 1/3 degli uomini infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesce ad avere una paternità naturale. Per gli altri aumentano le possibilità di successo della fecondazione assistita.
In base alla gravità delle alterazioni, l’andrologo può avvalersi di diversi trattamenti, dai più semplici ai più complessi. E’importante sottolineare che anche i casi più ostinati di sterilità maschile possono essere sottoposti a terapia medica; infatti, perfino i casi che fino a pochi anni fa avevano come unica soluzione l’inseminazione artificiale da donatore o l’adozione, oggi possono essere trattati con successo mediante tecniche di micromanipolazione.

Terapia farmacologia
La terapia farmacologia è finalizzata a correggere quelle alterazioni che hanno determinato l’infertilità non esistendo una terapia univoca che aumenti la concentrazione degli spermatozoi e ne corregga le anomalie di forma. Ad esempio determinati ormoni vengono utilizzati con successo per combattere l’ ipogonadismo ipogonadotropo o dopo l’intervento di varicocele.. Antibiotici ed antinfiammatori si usano nella terapia delle infiammazioni del testicolo e della prostata e sostanze cosiddette “antiossidanti” si utilizzano per migliorare la qualità dello spermatozoo.

Terapia chirurgica
La terapia chirurgica dell’infertilità maschile è finalizzata alla risoluzione dei problemi che l’hanno determinata, quali l’ostruzione delle vie seminali, le cisti o altre malformazioni dell’utricolo prostatico o il varicocele. L’intervento chirurgico di correzione del varicocele non può sempre assicurare la gravidanza spontanea ma è comunque consigliato, sia perchè è dimostrato scientificamente che la persistenza del danno testicolare da esso causato determina ulteriore, progressivo e ingravescente danno della spermatogenesi, sia perché il miglioramento dei parametri seminali determina un aumento delle percentuali di successo delle tecniche di procreazione medica assistita.
Tecniche chirurgiche mini invasive sono inoltre utilizzate per il prelievo dal testicolo di spermatozoi da utilizzare per la fecondazione in vitro.

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Il miracolo della vita (seconda parte)

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La fusione di due nuclei, ciascuno con il proprio patrimonio genetico contenuto in 23 cromosomi, genera una nuova cellula, l’embrione……la nuova vita.

Migrazione degli spermatozoi nel tratto genitale femminile.

Al momento dell’eiaculazione, gli spermatozoi sono depositati nel fondo vaginale in centinaia di milioni, ma solo l’1% sarà capace di superare l’orifizio uterino esterno, risalire il canale cervicale  ed entrare nella cavità uterina.

L’utero, contraendosi, spingerà gli spermatozoi verso l’ampolla tubarica, dove arrivando ad ondate successive, circonderanno l’ovocita, agitandosi nel tentativo di penetrarlo e facendolo roteare con i movimenti attivi della lunga coda flagellata.

In questo percorso lo spermatozoo sarà “attivato”, ovvero subirà una serie di fenomeni biochimico-enzimatici che culmineranno nella acquisizione della capacità di penetrare l’ovocita, la capacitazione.

Solo 1 di essi riuscirà a perforare la membrana pellucida dell’ovocita….

Il prescelto supererà questa barriera e così si troverà nello spazio perivitellino, dove le membrane dei due gameti si fonderanno.

La superficie dell’ovocita inizia a  contrarsi, favorendo attivamente l’ingresso dell’intero spermatozoo attraverso il varco, che subito dopo si chiuderà definitivamente dietro di lui, diventando istantaneamente, impenetrabile a tutti gli altri (stato di refrattarietà).

Nel citoplasma ovocitario, lo spermatozoo subirà delle trasformazioni, perderà la coda, mentre il nucleo, che contiene il patrimonio ereditario paterno, inizierà ad aumentare di dimensioni (di circa 500 volte) formando il pronucleo maschile.

La cellula uovo fecondata, lo zigote, sarà caratterizzata dalla presenza di due pronuclei, quello maschile e quello femminile, posti al centro del citoplasma, vicini  sino quasi a toccarsi.

Dopo circa 20 ore dalla penetrazione dello spermatozoo, i due pronuclei, maschile e femminile, ciascuno contenente 23 cromosomi, si fonderanno dando origine ad una nuova cellula, l’embrione, così inizia la nuova vita…..

Dopo qualche ora la cellula formata dalla fusione fra ovocita e spermatozoo si dividerà in due cellule più piccole, i blastomeri, e poi , in media ogni 14-26 ore, ogni cellula si duplicherà, formando una morula, contenente 16 o più cellule e poi la blastocisti , formata da 32-64 cellule, che subisce un fenomeno di compattamento, dove le divisioni cellulari non sono più in sincronia come negli stadi precoci di crescita e i blastomeri sono connessi più intimamente.

Grazie alle correnti di fluido fra la cavità peritoneale e quella uterina,  ai movimenti delle ciglia vibratili presenti sulla parete interna delle tube e all’attività peristaltica delle pareti tubariche, la blastocisti percorrerà  la tuba in tutta la sua lunghezza, continuando a dividersi e  raggiungerà la cavità uterina, dove troverà l’ambiente ottimale per annidarsi.

Sarà composta da circa 180 cellule quando si libererà del suo involucro, la zona pellucida, penetrerà sotto l’endometrio (la membrana che ricopre l’interno dell’utero, pronto ad accoglierla, e si impianterà.

Impianto

L’impianto è costituito da tre momenti distinti: l’apposizione, la blastocisti si pone a contatto con la porzione recettiva dell’endometrio, l’adesione tra le cellule della blastocisti e le cellule dell’ epitelio endouterino e  l’invasione dell’endometrio, ovvero la migrazione nella matrice extracellulare dello stroma sottostante.

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Il miracolo della vita (prima parte)

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La fecondazione è l’incontro di due cellule: la cellula sessuale femminile, l’ovocita e la cellula sessuale maschile, lo spermatozoo.

La Cellula Sessuale Femminile: OVOCITA

Le bambine alla nascita possiedono un pool di 1-2 milioni di ovociti primordiali quiescenti, ma alla pubertà solo 300.000 saranno disponibili per essere utilizzati durante gli anni di vita fertile.

All’inizio di ogni ciclo mestruale, l’FSH, uno dei due ormoni prodotti dall’ipofisi che regolano la funzione riproduttiva, sveglierà e recluterà per la crescita 50 ovociti per volta ciascuno circondato da cellule a formare un follicolo. Solo il follicolo dominante, prevalendo sugli altri, proseguirà il suo sviluppo, allevando un ovocita nel suo seno.

Il 14° giorno del ciclo, sotto l’azione dell’LH, secondo ormone ipofisario, avverrà l’ovulazione: l’ovocita completerà la maturazione del nucleo e, rompendo la parete del follicolo, si libererà in cavità peritoneale con tutto il liquido follicolare, circondato, dal cumulo delle cellule della granulosa, che lo hanno avvolto e nutrito nei suoi primi 14 giorni di vita endofollicolare

Non andrà lontano…… le fimbrie tubariche lo intercetteranno e lo sequestreranno.

Così, l’ovocita, aiutato dalle correnti di fluido fra la cavità peritoneale e quella uterina e dai movimenti delle ciglia vibratili della parete tubarica, inizierà il suo cammino verso l’utero per incontrare lo spermatozoo.

La Cellula Sessuale Maschile: SPERMATOZOO

Il testicolo, l’organo deputato alla produzione degli spermatozoi e alla secrezione di testosterone , è suddiviso da sepimenti (pareti) fibrose in circa 250 lobuli.

Ogni lobulo è costituito da un groviglio di sottili tubuli seminiferi definita “rete testis” che si apre in un unico dotto collettore: l’epididimo, il serbatoio nel quale gli spermatozoi vengono raccolti e accumulati in attesa dell’emissione.

La spermatogenesi è il processo di fabbricazione dello spermatozoo che si realizza nelle pareti dei tubuli seminiferi, in 64 giorni e consiste in una progressiva trasformazione e differenziazione della cellula staminale, lo spermatogonio, in spermatocita di I, poi di II ordine, quindi di spermatide sino ad arrivare allo spermatozoo.

Lo spermatozoo è provvisto di un sacco che ricopre la testa: l’acrosoma, contenente enzimi indispensabili per perforare le membrane dell’ovocita e penetrarlo, e di una lunga coda che gli consente il movimento attivo, di tipo rettilineo e veloce.

Il prescelto

Gli spermatozoi sono deposti in vagina durante il rapporto sessuale in centinaia di milioni, ma solo l’1% sarà capace di superare la cervice ed entrare in cavità uterina.

L’utero contraendosi spingerà gli spermatozoi verso l’ampolla tubarica, dove arrivando ad ondate successive, circonderanno l’ovocita, agitandosi nel tentativo di penetrarlo e facendolo roteare con i movimenti della lunga coda flagellata.

Solo 1 di essi riuscirà a perforare la membrana pellucida dell’ovocita…. Il prescelto supererà questa barriera che subito dopo si chiuderà definitivamente dietro di lui diventando istantaneamente impenetrabile a tutti gli altri.

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Desiderio sessuale

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(il desiderio è la tristezza per la mancanza della cosa che amiamo).

Il desiderio sessuale costituisce la dimensione più sfuggente della sessualità umana.

Secondo Spinoza, “il desiderio è la tristezza che riguarda la mancanza della cosa che amiamo“. In questa definizione filosofica ma anche poetica sono impliciti tre aspetti:

  1. il senso di una mancanza:  di un qualcosa che non possediamo ma che vorremmo avere e che in diversa misura ci completa.
  2. la tristezza: questa mancanza ci addolora, si fa sentire come un bisogno. Abbiamo bisogno di ciò che ci manca per ristabilire un benessere, un’omeostasi psichica e biologica; ovvero il desiderio sessuale ha una valenza “omeostatica” quando ristabilisce un equilibrio psicofisico dopo l’acuirsi e l’esaurirsi della spinta sessuale istintiva, o “antiemostatica” quando è volto alla rottura di un equilibrio precedente attraverso la ricerca di nuove esperienze e nuove relazioni.
  3. l’amore: è difficile parlare di desiderio senza parlare di amore. Il desiderio sessuale inteso come spinta istintiva è fortemente legato ai propri sentimenti e al tipo di relazione affettiva che si stabilisce con l’altro, aspetto questo particolarmente evidente nella percezione femminile del desiderio, in cui la dimensione emotiva, psichica  dell’intimità è percepita come altrettanto, e a volte più importante di quella fisica.

Vale la pena leggere un piccolo testo rivoluzionario: “ Tre saggi sulle teorie sessuali” ( Freud, 1905 ), per capire che la sessualità è fondamentale non solo per l’adulto ma anche per il bambino e la sua crescita: senza una adeguata esperienza di piacere che è da subito sessuale, perché è soddisfacimento dei bisogni di un piccolo corpo tutto erotizzabile, non si diventa persona. Perché, senza l’esperienza del piacere, non si avvia uno sviluppo psichico adeguato, e lo sviluppo fisico subisce blocchi e patisce disfunzioni.

Il soddisfacimento fisico del piacere è fondamentale nello sviluppo psichico dell’uomo, il neonato sin dai primi momenti di vita si presenta come un corpo libidico caldo di appetiti, affamato di amore, a caccia di vita che trova piacere nell’intimo rapporto fisico con la madre.

Piacere quindi come fondante dello psichico che avviene grazie allo scambio tra due corpi ( relazione fisica tra due individui ).

Pertanto, la vita va pensata in termini affettivo-relazionali,  infatti soltanto provando a vivere appieno gli affetti della  relazione con l’altro all’uomo si offre la possibilità di conoscere la vita, il mondo e di dar loro un senso.

La passione calda dell’uno, ascoltata e rimandata dall’altro, permette il percorso fondamentale dallo stato di bisogno, al soddisfacimento fisico e psichico, al desiderio, al sogno e al pensiero.

Il piacere, noi uomini lo inseguiamo sempre, nelle sue incessanti metamorfosi.

Quando finalmente riusciamo ad afferrarlo, fugge via . Ogni incontro diventerà una fuga.

Pare che, proprio da questo gioco di presenza-assenza, nasca e continuamente rinasca il desiderio umano.

La legge dell’economia libidica dice che senza castrazione, ovvero senza astinenza,

senza   controllo delle pulsioni sessuali, non c’è nessun desiderio e senza

desiderio nessun piacere.

Attendere dunque, limitarsi, tesi alla costruzione della conquista, godere, perdere, per

poi  attendere, di nuovo.

Solo gli oggetti di un bisogno che impariamo a differire possono diventare oggetti di desiderio….

Abbiamo tentato di tutto per evitare questo cammino: credendo di sovvertire le leggi dell’economia libidica abbiamo fatto la liberazione sessuale. Come se la sessualità resa facile potesse diventare assolutamente bella, fonte di piacere continuo. E abbiamo dovuto constatare che così il desiderio sparisce e le potenzialità simboliche alla base del pensiero umano si indeboliscono.

Così le funzioni e le disfunzioni sessuali vanno viste alla luce di questo percorso di soddisfacimento.

Se nessun piacere viene goduto, allora lo sviluppo sarà davvero difficile, la posizione di quella persona nel mondo, la sua comunicazione, saranno inautentiche, i problemi sessuali che sono l’aspetto visibile dei problemi di relazione, molteplici.

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